Come presentarsi in banca: il bilancio

25/01/2019

Nell'articolo precedente abbiamo posto le basi di quali informazioni sono necessarie per una corretta autovalutazione aziendale. Tratteremo ora una delle informazioni maggiormente utilizzate dalle banche per valutare il merito creditizio di una controparte: il bilancio d'esercizio.

Il bilancio risulta ancora oggi una delle basi fondamentali e imprescindibili su cui ogni banca fonda il proprio giudizio relativamente all’impresa. Anche se il bilancio è uno strumento che illustra – in modo limitato e incompleto – qual è il passato della nostra azienda, cosa è stato, lo stesso non fornisce alcuna informazione utile a comprendere l’andamento presente o futuro dell’impresa. Non illustra i progetti, il mercato, l’innovazione, le prospettive, il cambiamento. Inoltre, anche rispetto al passato, il bilancio spesso non contribuisce a rappresentarlo con correttezza e completezza, perché – di norma – non esprime il valore del know-how, delle conoscenze e delle competenze, non esprime i valori umani e non presenti nell’impresa. Un chiaro esempio può arrivare dall’acquisto di immobili e impianti con la formula del leasing, cosa esprime il bilancio a questo riguardo? Quasi non vi è traccia. Oppure si pensi a quanta competenza l’impresa acquisisce progettando e realizzando impianti complessi per i propri clienti: anche di questo, non vi è traccia alcuna all’interno del bilancio. Eppure, nonostante tutto questo scenario, le banche utilizzano ancora il bilancio come base di partenza per la valutazione di merito creditizio. Perciò diviene fondamentale conoscere bene il proprio bilancio e sapere cosa quali sono gli aspetti importante per migliorare il merito creditizio e il rapporto con gli istituti di credito.

Anzitutto, il bilancio deve essere completo, preciso e dettagliato, rispettoso dei requisiti stabiliti dalla Legge e dalla dottrina, corredato dalle informazioni accessorie che gli istituti chiedono oltre a quelle che l’impresa abbia piacere che le banche conoscano. Troppo spesso, i commercialisti si limitano a quanto previsto dalla norma, che recentemente ha ulteriormente ridotto la quantità e la qualità di informazioni che devono obbligatoriamente essere contenute nel fascicolo di bilancio, almeno per alcune tipologie di società. Ecco un primo fondamentale errore che talvolta le imprese commettono, tralasciando informazioni fondamentali che possono cambiare drasticamente il giudizio delle banche. Tra le informazioni quantitative, la cosa più semplice sarebbe aggiungere il bilancino di verifica che ha dato origine al bilancio vero e proprio, in taluni casi predisposto con dei dettagli ordinati delle singole voci che compongono il bilancio, almeno di quelle più indicative o che hanno evidenziato scostamenti significativi. Può essere utile aggiungere alcune analisi finanziarie che evidenzino i miglioramenti rispetto agli anni precedenti, così come gli aspetti da migliorare, dei quali l’impresa dimostri così di essere consapevole e ai quali sta dedicando attenzione. Se non è già compresa nella relazione sulla gestione, è utile una breve illustrazione delle qualità del management, della situazione di mercato e delle previsioni, delle azioni future che si stanno mettendo in campo, ecc.

Infine, ma questo va oltre il bilancio, è opportuno sviluppare, proporre e monitorare nel tempo, documenti previsionali che illustrino i progetti di sviluppo e descrivano, anche numericamente, i risultati attesi. Il tutto predisposto in modo professionale, coerente e credibile, senza mirabolanti previsioni future poco attendibili o realizzabili, altrimenti una pianificazione approssimativa rischia di trasformarsi in un elemento di negatività sul giudizio degli istituti di credito.

Per ogni necessità di approfondimento, scrivete a: direzione@studioconsonni.eu